
Sono oltre 79 milioni i minori sfruttati come manodopera, principalmente nei campi e miniere, ma anche nelle fabbriche di abbigliamento. Dietro i nostri armadi pieni di vestiti pagati poco si nasconde una realtà fatta di povertà, inquinamento e infanzia rubata.
E se vi dicessimo che la maglietta che indossi arriva dall’altra parte del mondo ed è stata confezionata a mano da un bambino? È la cruda realtà del fast fashion.
A Dhaka, in Bangladesh, ogni giorno vengono cuciti, colorati e prodotti tonnellate di vestiti destinati all’Occidente, un’industria fiorente che si basa sullo sfruttamento. Condizioni di lavoro estreme, minori costretti ad abbandonare gli studi, ma anche inquinamento ambientale.
Secondo i report dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro in tutto il mondo sono 160 milioni i bambini costretti al lavoro minorile, 79 milioni in condizioni pericolose. Solo in Bangladesh sono migliaia i bambini relegati già dai 5 anni di età dietro le macchine da cucire.